mercoledì 31 gennaio 2018

Doi Inthanon

Oggi sono partita per una bellissima escursione verso il Doi Inthanon National park. Il Doi Inthanon è la montagna più alta della Tailandia giusto per capirci. L' escursione è con altre persone simpatiche che imparerò a conoscere man mano: una famiglia di Portorico, 3 ragazzi californiani, una coppia indonesiana, un pazzo ragazzo canadese e la mia nuova amica tailandese.
L'escursione prevede 2 cascate, un villaggio dove producono caffè e lici, un giro in una foresta, un monumento al re e alla regina e poi la sommità più alta del paese. Siamo fortunati perché il tempo è spettacolo. Nella foresta e sulla montagna fa freschetto 17° che rapportati ai 34° della città sembra di stare al polo nord e infatti c'è gente vestita veramente per andare sull'Himalaya... la giornata passa piacevolissima tra le minchiate che sparano i californiani, classico esempio di ebeti millenians americani che sanno solo parlare con hashtag e slang social (I'm too old for that shit). La mia amica tailandese mi tempesta di foto e importuna spudoratamente il canadese che con garbo ma decisione (che ridere) declina. Il Signore indonesiano parla italiano, che l'Italia è la sua seconda nazione, che a lui piacciono le nazioni sporche. Vabbe sorvoliamo. Intanto mi sono beccata della trentenne e della scandinava (accento e aspetto non italiani... dicono). Io li prendo cmq come dei complimenti. :)
Alla sera abbordo un signore del Minnesota per strada e con lui mi reco al mercato notturno. (Poi lo abbandono perché sono decisamente più interessata alle bancarelle)
Oh mio dio! Sono sopraffatta da questo posto. Il paradiso!!! l'inferno per il mio portafoglio però!!! Una quantità infinita di bancarelle di ogni tipo. Cibo, vestiti, scarpe, arredamento, qualsiasi cosa. E io comprerei qualsiasi cosa!!!
Giro e giro e purtroppo compro anche (dove la metto sta roba in valigia???) e rigiro di nuovo perché di là costava meno e poi pure di la...oddio!!!
Dopo un po' devo scappare perché se no la mia vacanza finisce qui dato che non posso trasportare due bagagli insieme...

martedì 30 gennaio 2018

Chiang Mai





Dopo un lungo viaggio sono arrivata a Chiang Mai. Qui avevo una dritta dalla mia amica Gabry che c'è stata qui a novembre. Mi ha consigliato l'ostello e le escursioni da fare. Starò qui qualche giorno perché effettivamente c'è molto da vedere. La cittadina è proprio carina, piena di turisti ma che si mescolano bene. Ci sono anche tantissimi localetti rilassati dove mangiare e bere e fare un po'di shopping oltre che massaggi e templi e Budda seduto e Budda in piedi e Budda sdraiato (cit.).
Mi ambiento, vedo quello che riesco e prenoto un escursione per domani. Un parco naturale dove si trova la montagna più alta della Thailandia. Perché i templi son belli eh ma dopo un po...bisogna pure cambiare.

domenica 28 gennaio 2018

Ayuatthaya e Lopburi

Oggi prendo il treno. Per Ayutthaya una piccola cittadina nei dintorni di Bangkok che di solito viene visitata in giornata dalla città. 1ora e mezzo di treno, terza classe, super affollato. Trovo posto per miracolo anche se sono salita mezz'ora prima che parta.
Ayutthaya ha un sacco di templi, molto antichi, tutti sparpagliati in un'ampia pianura e intervallati da parchi e laghetti. Organizzano tour per vederli ma io decido di fare da me e ne vedo solo i 3 più importanti. Qui sono tutti con un tour oppure in bicicletta e io che cammino da sola sotto il sole cocente stono e mi fermano mille taxi. Io in realtà ho bisogno di sto caldo, di sudare, di ustionarmi, di farmi venire i piedi e le mani gonfie e la testa bollente. Ho bisogno che il mio corpo capisca che si può stare senza maniche lunghe, senza calze 100 denari, senza canottiera... anzi si deve ricordare che c'erano tempi in cui si stava solo in cannottiera...
Oggi ho il segno dell'abbronzatura del vestito e delle scarpe. Finalmente!! 

Dopo Ayuatthaya prendo di nuovo il treno per Lopburi, un piccolo villaggio famoso per il tempio delle scimmie e che mi aiuta a spezzare il viaggio verso nord. La maggior parte della gente va diretta a Chiang Mia, io ho deciso di gustarmi i paesini piccoli che apprezzo di piu. Lopburi è carina, si gira praticamente tutta in mezz'ora. Anche il tempio delle scimmie è bellino peccato che ste scimmiette fanno davvero un po'paura.....sono tantissime!!!




 

Sukhotai

Levataccia per un altro viaggio in treno.  Per fortuna questo è lungo ma molto più tranquillo.  Per nulla affollato,  il trenino sfreccia in mezzo alle risaie mentre io un pó dormo, un pò leggo, un pó guardo fuori fino a Phitsanulok dove mi aspetta ancora un minibus per Sukhotai. Questo è un paesino un pó più grande di Lopburi che ospita un parco storico patrimonio dell'UNESCO. Ci sono tutte le rovine di un grosso palazzo reale e di decine di altri templi. Io affitto una bici e me lo giro con calma.  È molto grande ma con la bici è un piacere girarselo, almeno mi sgranchisco le gambe dopo il lungo viaggio.
Dopo il tramonto,  è tempo di provare il famoso massaggio tailandese.  Avevo promesso a me stessa un massaggio al giorno e invece per ora nulla...ma adesso si che sono soddisfatta. Mi sento un Vixvaporum ambulante, ahah

venerdì 26 gennaio 2018

Bangkok

Sono arrivata a tardo pomeriggio ed è tutto filato liscio (a parte un vecchio bavoso italiano che ha saltato la coda e si è messo a insultare mezzo mondo). Ho scelto l'ostello comodo con i mezzi x raggiungere la stazione dei treni e per arrivare dall'aeroporto quindi tranquilla prendo i miei 3 diversi treni e poi trionfante dico Vabbé tanto l'ostello è a due passi dalla fermata e in un attimo sono li. Peccato che ci ho messo tipo 1h a trovarlo, ce l'avevo sotto il naso ma visto che aveva l'insegna piccola non lo trovavo... sono nel mezzo della zona notturna dei locali quindi c'è un bordello di gente,  turisti di ogni tipo,  bancarelle,  locali, strip clubs, cibo di strada e buttadentro belli aggressivi A me in realtà non cagano di pezza. Cercano solo ragazzi da abbordare per offrirgli alcool e donne. E di uomini ce ne sono eccome....e io che pensavo che non viaggiassero!! Vengono tutti in Thailandia!!! Uomini, ragazzi, vecchi e giovani, da soli o in gruppo. Molto probabilmente non sono tutti arrivati qui x lo stesso motivo però la quantità molto piu elevata rispetto a tutto il resto del mondo in cui sono stata è palese.
A parte questa tristezza enorme,  Bangkok mi piace più del previsto. Pensavo fosse più sporca, più rumorosa, più incasinata e più complicata. È anche vero che inizio la mia giornata di mattina presto e non c'è molta gente in giro. Non volevo rimanere a Bangkok ma avevo bisogno di un giorno per riprendermi dal viaggio: quindi se proprio devo stare qui voglio andare per mercati. Voglio andare al mercato fluviale di Talin Chang, un po' fuori dal centro. I due proprietari simpatici dell'ostello mi dicono che bus prendere. Mi scrivono su un pezzetto di carta due numeri con rispettivi nomi scritti in tailandese e via.
Sinceramente ero preparata al peggio...con due cose scritte che non so neanche come si pronuncino, cosa faccio se  non trovo la fermata, cosa chiedo?? non saprò dove scendere e soprattutto non troverò il mercato!  Tutto invece sembra essere semplicissimo.  Le fermate sono giganti con tutti i numeri dei bus esposti,  tutti mi aiutano e così senza complicazioni arrivo al mercato.  Bello e caratteristico, merita il giro turistico sul battello e la mangiata di pesce cucinato sulle barche (probabilmente inquinato come il canale ma vabbé... era saporito).
Rientro al mercato dal giro in barca a mezzogiorno e il delirio e il caldo di Bangkok sono purtroppo arrivati.  Non si cammina tanta gente c'è e si suda a stare fermi. Soprattutto quando poi torno in città a visitare il palazzo reale e il Budda sdraiato. Mi avevano consigliato i templi di Bangkok ed effettivamente meritano la visita anche se tra la calca.
Il giro in bus la mattina mi ha dato l'opportunità di vedere un bel pò del centro città guardando comodamente dal finestrino. Decido però di farmi un pezzo di ritorno a piedi almeno fino alla stazione dei treni.  Passo dal bello e profumato mercato dei fiori, becco il mercato in indiano in chiusura e mi addentro in Chinatown all'ora di cena di sabato.  Uh madonna...un casino inimmaginabile!  Bancherelle, cibo ovunque (Vendono pure gli insetti fritti!!!) e centinaia di persone che fanno la coda per mangiare, camminano, guardano, fanno le foto, mangiano, cucinano. Bello bello.
Dai in fondo una città inaspettata.
Domani si parte per Ayutthaya a nord, sulla strada per Chiang Mai.
Ps: scusate le foto orrende...mi impegnerò di più prometto.

Ciao. Io vado

A capodanno ho scoperto che il mio fantastico segno dei gemelli ha avuto per tutto il 2017 Saturno contro.  Non che creda molto negli oroscopi (a parte quello dell'Internazionale ovviamente) ma leggendo per gioco il bilancio dell'anno scorso e i pronostici per l'anno nuovo non avrei potuto descrivere il mio 2017 in un modo migliore: faticoso! Negli ultimi anni, con il fatto che il mio cervello si deve destreggiare fra due lingue sono molto attenta alle parole e ho trovato che la parola faticoso descriveva alla perfezione la mia sensazione fino a questo momento.
Diciamo che io forse non avrei chiamato la ragione di tutta sta fatica Saturno ...
L' importante è che quest'anno sto benedetto pianeta se l'è preso contro qualcun altro e io forse posso respirare. E con il respiro spero che riesca ad arrivare anche un pò di rispetto in più.  Rispetto per me stessa,  per i miei ritmi e per i miei bisogni che troppo spesso soffoco per chissà quale motivo. E dopo tutto questo aspettare,  aspettare e aspettare, qualcos'altro e qualcun altro,  e ancora aspettare e aspettare forse è tempo che capisca anche io che è ora di rispettarmi e far scorrere i miei ritmi come vogliono.  Lasciarli liberi di correre e fermarsi senza ragione. Non ce la fai a starmi dietro? Mi spiace. Quest'anno è così, l'ha detto l'oroscopo, eh.
Quindi parto da sola questa volta. 
Thailandia.
Ciao

venerdì 19 maggio 2017

Tokyo number 2

Ah si, domani ci svegliamo presto, andiamo al mercato del pesce che è solo a 20 minuti a piedi di qui e poi facciamo questo e quell'altro e un'altra cosa ancora...seee certo.

Peccato che ho sbagliato a mettere la sveglia e domiamo quasi tutta la mattina! Cacchio!!!
Vabbè dai almeno ci siamo riposati un pò.
Il mercato del pesce salta e quindi ci rechiamo a vedere altro.

Iniziamo con Akihabara: il regno dei manga e dell'elettronica.
Non sono una grande conoscitrice di videogiochi ne di manga. L'unico fumetto giapponese che ho letto interamente è Ranma 1/2. Ammetto che mi è piaciuto molto quindi poi non so perchè non è ho letti altri ...però a parte quello non conosco molto altro. Vale la pena lo stesso entrare sia nelle sale giochi che nelle librerie di manga. Nelle sale giochi trovi i videogiochi più svariati, alcuni strani, altri stupidi, altri impressionabili, dei veri e proprio sport. Una ragazzetta mi ha colpito perchè giocava a uno  di quei videogiochi musicali dove devi acchiappare le note che scorrono su una tastiera. Praticamente stava suonando il piano, pure incrociando le mani, a una velocità mai vista! Pazzesca.



I manga invece...beh ovviamente erano tutti scritti giapponese e quindi non è che abbiamo capito nulla. Per di più la zero conoscenza dei personaggi non ci ha aiutato. E' comunque interessante passeggiare tra libri e milioni di tipi di gadget diversi. Molti più personaggi femminili, ovviamente tutte con gli occhi (ce li ricordiamo tutti gli occhi giganti dei cartoni giapponesi che guardavamo da piccoli) e TETTE fuori misura.




Akihabara è anche famosa per l'elettronica, soprattutto per la componentistica elettronica. Ma non mancano certo anche negozietti con l'elettronica già assemblata. Moltissime cose particolari e sicuramente più convenienti che in europa. Ci torneremo prima di partire...peccato solo per i miei telefoni dato che non ho trovato manco un accessorio della coreana Huawei.

Ci spostiamo a Ueno dove c'è un bel parco e qualche tempio.
C'è anche lo zoo con il panda ma è chiuso!!!!
Rimaniamo incantati dai due tempi: il Toshogu ovviamente che è il più grande del parco e uno più piccolo (Hanazono Inari Shrine) con la scaletta d'accesso con tanti torii.

Un torii giapponese è il tradizionale portale posto davanti a un santuario o a un'area sacra in generale. Di solito sono dipinti di un rosso molto acceso e a me che piacciono le foto di cose in serie sono sempre piaciuti molto :)

Purtoppo siamo arrivati tardi per la fioritura dei ciliegi perchè doveva essere una meraviglia....tutti i viali del parco sono una carrellata di alberi di ciliegio.

Ci inoltriamo nel quartierino di Yanaka di fianco al parco dove ci fermiamo in una caffetteria tradizionale, ci facciamo servire il the seduti con la gambe incrociate sotto il tavolo basso e dove per la gioia di M. proviamo un dolcino con i fagioli azuki offerto dalla signora del locale che è tutta contenta di ricevere due occidentali. Si ferma a parlare con noi e oltre al dolcino ci regala un origami a testa spiegandoci che per loro è una tradizione farli e regalarli. Ci ruba anche un selfie :)

Yanaka è una zona dove sono state ricollocate decine di tempi in pochissimo spazio a causa di una ristrutturazione urbanistica qualche secolo fa. Tutti piccoli, curatissimi, questi tempi sembrano usciti davvero direttamente dal passato, eppure si incastrano perfettamente bene tra le casette della gente normale della Tokyo moderna. Molti hanno il cimitero adiacente, fatto di tombe con delle particolari listelle di legno che si muovono e fanno rumore al vento. Alcuni hanno anche qualche ciliegio in fiore! Aleeeee :D

Ci perdiamo un pò tra queste viette e passando per un altro grosso e suggestivo cimitero arriviamo a Yanaka Ginza, una stradina definita "la via commerciale degli anni 50". Una piacevole strada pedonale piena di negozietti dove ci sediamo a bere una birretta e mangiare pesce fritto negli stecchini seduti sulle casse di plastica.

Ci spostiamo ancora ad Asakusa ma arriviamo giusto in tempo per vedere le bancherelle di Nakamise street tirar giù le saracinesche. Facciamo un salto al grande Sensoji Temple (dove becchiamo nienepopòdimenochè Antonella Clerici!) e ci rilassiamo in una caffetteria prima di decidere la prossima mossa.



Belli stanchi ci trasciniamo ancora fino a 350 metri di altezza sulla Tokyo Skytree la torre più alta di Tokyo. Si può arrivare fino a 450 addirittura ma ci accontentiamo così, anche perchè il panorama di sera è mozzafiato!! Ci sono luci fino praticamente all'infinito!!!




Per concludere la serata l'esperto di cibo vuole provare una izakaya (locali tradizionali dove si beve birra e si mangiano delle sorta di tapas) che aveva visto a Shibuya ieri.... Ci sediamo e dopo aver visto come primo piatto nel menu BAGNA CAUDA ci alziamo e ce ne andiamo!!!
ahaha ma con tutti i piatti di questo mondo !?!?!




Optiamo quindi per un pò di carne alla griglia: il famoso manzo di Kobe. E' una carne particolare, buona e molto tenera che secondo le leggende arriva da buoi che passano la loro esistenza prima di finire alla griglia bevendo birra e facendosi massaggiare. Nel dubbio la birra la beviamo pure noi!